Il Forum Felix
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Di questo centro delle attività commerciali oggi ci rimane la sola testimonianza di alcuni scritti e alcuni reperti ritrovati in quell’area. Come la lapide che riporta i nomi di sei magistri mercuriales , ufficiali addetti al controllo dei prezzi delle merci, che costruirono:

   

tre tabernae, le quali erano le botteghe dove si depositavano e si esponevano le merci e dove era anche possibile rifocillarsi;

un vestibolo, che era un portico con quattro aperture, frequentato dai mercanti per le operazioni di compravendita;

un'edicola, costruita al centro del mercato (forum), come consuetudine di buon auspicio.
L'edicola era dedicata a Giano, il dio bifronte che, simbolicamente, "apriva" e "chiudeva" la giornata delle attività commerciali.

   



L'appellativo felix di questa zona e del centro commerciale si può ricercare ai tempi di Silla, che alla fine della Guerra Sociale (90-88 a. C.), inviò dei coloni nell' ager hirpinus, che si estendeva tra i territori di Avellino, Eclano e Conza.

La zona in questione, probabilmente, fu chiamata "felice", sia per la sua fertilità e l'abbondanza di pascoli, sia perché il dittatore, dopo la Guerra Sociale, volle attribuirsi l'appellativo di "felice".

"Felices Augustae" furono da lui denominate le colonie dedotte dopo quella guerra.

   

      
          Bibliografia di riferimento: "Documenti e note per una storia di Cassano Irpino"
di Gennaro Granata